17/5/17 il primo numero de Le Valli – Terre Alte e dintorni

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Oggi si apre un nuovo racconto del territorio. Si apre come si apre un libro, con il desiderio del narratore di raccontare e – si spera – il piacere del lettore di leggere. In un momento di crisi dell’editoria può sembrare quantomeno coraggiosa l’idea di aprire un nuovo giornale, ma “Le Valli” nasce da professionalità e passioni differenti, convinte che le persone non abbiano davvero smesso di leggere e informarsi, ma che debbano avere un motivo valido per farlo.

Uno di questi è poter comprendere ciò che si legge, un altro sentire vicino quanto si legge. Il nostro obiettivo sarà questo: accompagnare il lettore alle notizie e stare vicini alla realtà che si racconta. In queste settimane, che hanno preceduto l’uscita del giornale, ho avuto la fortuna di incontrare e parlare con molte persone. Tanti mi hanno fatto domande sulla linea editoriale e sullo spazio che ha una nuova testata di informazione locale, aiutandomi anche a capire l’importanza di raccontare il progetto. Un progetto che ha come linea seguire quello che accade, dare voce alle realtà e alle persone che popolano e animano un territorio. Proprio come un narratore racconta i suoi personaggi, senza giudicarne la bontà o le idee, ma dando al lettore una loro descrizione più puntuale.

levalli-n1-editoriale2-sitoQuesto infatti sarà uno dei pochi editoriali che leggerete, perché pensiamo che, per le persone, siano più importanti le cose che succedono, di quello che pensiamo noi giornalisti.

In queste settimane, però, non ho solo risposto a domande, ma ho anche raccolto consigli e soprattutto ascoltato storie. Molte storie. “Le Valli” nasce soprattutto per questo: ci sono un sacco di storie “nascoste” sul territorio di Pinerolo e delle vallate Chisone, Germanasca e Pellice. Storie di individui singoli, che hanno fatto o stanno facendo cose eccezionali, o di gruppi che si danno da fare per migliorare il territorio e la realtà in cui vivono. Non sempre queste storie si incontrano, non sempre sono compatibili, ma le pagine del giornale possono essere quel terreno neutro per dar loro spazio e per far riflettere i lettori sulla complessità e sulla ricchezza del territorio.

Quando inizia un’avventura, c’è sempre la tentazione di immaginarsi come finirà – proprio come quando si legge un libro. Ma quel che oggi ci interessa è accompagnare il lettore alla scoperta della realtà e farci accompagnare da lui in questo viaggio. Nel segno di uno scambio che per noi sarà essenziale. Uno scambio in cui difenderemo i nostri criteri e le nostre regole professionali, ma non avremo paura di ammettere errori. Uno scambio che vorrà dire aprire gli occhi e le orecchie, prima di stappare la biro.

Questa è la strada su cui vogliamo crescere e siamo certi che quello che raccoglieremo sarà, da un lato, quello che abbiamo seminato, dall’altra, quello che siamo stati in grado di cogliere dagli incontri che avremo e dalle storie che racconteremo.

 

Marco Bertello

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