MAGDA ZANONI (PD)

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CANDIDATA ALLA CAMERA

«I partiti non sono bus, so affrontare le sfide»
Magda Zanoni, senatrice uscente del Pd, è sostenuta dai Democratici, da +Europa, da Civica Popolare e da Insieme. Sessantadue anni, di casa a Cumiana, è laureata in Giurisprudenza. In passato è stata direttore di ricerca del Cresa e direttore dell’Arpa studi. Dal 1996 al 2013 ha ricoperto diversi incarichi nel Comune di Pinerolo, tra assessorati e vicesindaco.
Perché si candida? «Nei partiti si sta quando ti offrono posti più sicuri e quando devi vincere delle sfide. Non sono dei bus, dove sali e scendi a piacere. In politica bisogna essere generosi e io sono abituata ad affrontare delle sfide».
Perché votarla? «Ho dimostrato di sapere fare e di saper affrontare temi complessi. Inoltre sono stata vicino al territorio e alla gente. Pur occupandomi di bilancio, mi sono anche occupata del tema dei diritti. Per esempio, sono stata io la proponente della legge sull’autismo».
La priorità per il Pinerolese? «Su tutte l’occupazione, in particolar modo quella giovanile, che è ancora a un livello preoccupante. Intendo perseguire la candidatura alle Olimpiadi invernali del 2026, perché potranno garantire posti di lavoro e sviluppo al nostro territorio».
Come condurrà la campagna elettorale? «Io la faccio nei mercati, fra la gente, sentendo i loro bisogni con una grande squadra alle spalle. I circoli del Pd del Pinerolese hanno sostenuto compatti la mia candidatura. Ma non si tratta solo dei militanti del partito. Mi aiutano tante associazioni e singoli cittadini, che sostengono la mia campagna con piccoli finanziamenti. Questo è anche frutto dell’impegno che ho speso per il territorio e del fatto di aver portato diversi gruppi a visitare il Senato in questi cinque anni a Roma».
Il collegio della Camera del Pinerolese è storicamente un collegio perdente per le forze di sinistra, quando ci sono elezioni con il sistema maggioritario. In questa tornata, inoltre, il centrosinistra si presenta diviso. È quindi difficile spuntarla, cosa farà se perderà elezioni e seggio in Parlamento, dopo un’esperienza importante come quella trascorsa al Senato? «La politica è la mia vita, non ci vuole necessariamente un incarico amministrativo. Se perdessi, continuerò le mie attività nel Circolo e poi valuterò eventuali proposte che il partito intenderà farmi. Io non vivo di politica e posso tranquillamente tornare a fare il mio lavoro da consulente. Dal punto di vista personale, non ho problemi su come riempire il tempo libero, sono anni che non faccio delle vacanze e, inoltre, è da un po’ che vorrei scrivere un libro sul tema del federalismo fiscale».

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