Giunta di Pinerolo: il giallo (a Cinque cerchi) delle dimissioni di Spinelli

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Le dimissioni dell’assessore all’Ambiente Antonio Spinelli sono state un fulmine a ciel sereno per la Giunta e per il Movimento 5 Stelle pinerolese. Arrivate nel pomeriggio e comunicate con un messaggio, verso le 17, agli esponenti pentastellati, hanno colto tutti di sorpresa per tempi e modalità. Un giallo che sta costringendo ad un’azione investigativa la maggioranza che vuole capire cosa sia successo negli ultimi giorni.

Spinelli, fedelissimo del sindaco entrato in Giunta quattro mesi fa, era finito alla ribalta delle cronache per il suo intervento duro e pungente su una mozione della minoranza riguardante le Olimpiadi invernali 2026 (si parla del 30 gennaio). L’assessore – appassionato di vela e con un’esperienza alla manifestazione a Cinque cerchi di Rio de Janeiro 2016 – aveva apportato alcune modifiche alla proposta per garantire il voto della maggioranza. La proposta chiedeva di muoversi per valutare la possibilità di realizzare una riedizione di Torino 2006. Nei giorni seguenti si è parlato di una rottura tra lui e il sindaco su questo tema, perché il primo cittadino Luca Salvai si era sempre mostrato scettico sulle Olimpiadi. Ma così non sarebbe. Lo confermano diverse fonti interne e chi ha partecipato, martedì scorso, all’incontro in municipio con i Comuni olimpici di Val Chisone e Val di Susa.

Insomma, ci sarebbe stata identità di vedute, ma dunque da cosa nasce la rottura? Spinelli (che oggi non rilascia dichiarazioni, ma scrive su Facebook) ha giustificato le sue dimissioni con un impegno importante che lo attende. Molti hanno pensato all'”America’s cup” di vela, manifestazione che aveva già “sfiorato” in passato. Ma pare non sia così. In un comunicato di ieri sera l’Amministrazione pinerolese scrive: “Nonostante i tentativi del sindaco in questi giorni, e della Giunta in data odierna, di comprendere le motivazioni di questa scelta e di guidarla, ancora adesso tali motivazioni non ci sono chiare”.

Ma soprattutto è interessante il passaggio seguente: “Il comportamento del Sig. Antonio Spinelli nelle ultime settimane è stato ambiguo, e sindaco e Giunta non sono stati messi al corrente di incontri né di eventuali accordi presi con terzi dall’ex assessore, che pertanto verranno ritenuti privi di alcun valore politico”.

Di cosa si tratta? Si parla sempre più insistentemente di un comitato olimpico che l’ex assessore intenderebbe costituire con esponenti di spicco della società pinerolese. Ma la questione è ancora avvolta nella nebbia. Da un lato c’è chi parla di un viavai incontrollato nel suo ufficio, dall’altro c’è chi nega questa eventualità.

Ieri sera si è tenuta una prima riunione tra gli esponenti del Movimento a cui Spinelli non ha partecipato, ma avrebbe telefonato chiedendo al sindaco di tornare al suo posto.

Cosa succederà? Intanto il Pd ha emesso una nota a caldo in cui punta il dito contro Salvai, definendolo «incapace di gestire la sua Giunta in maniera seria, credibile e quindi efficace».

Mentre la maggioranza sta indagando sugli ultimi giorni di Spinelli e dovrebbe uscire con un nuovo comunicato.

L’ex assessore (anche se formalmente non è tale, perché le dimissioni non sono ancora protocollate), infine, ha scritto poco fa sulla pagina del suo profilo Facebook: “Lunedì (…) Io sarò in ufficio… e alle 18 racconterò la mia versione dei fatti. Auspico la presenza di Luca (Salvai, ndr), Federico (Valetti, ndr), ing. Carcioffo (manager di Acea, ndr), signora Cosso, Alberto Maranetto (vicedirettore de L’Eco del Chisone, ndr), Mauro Galliano e dell’assessore (torinese, ndr) Roberto Finardi… e sarebbe un piacere, Luigi Di Maio. Comprendendo i suoi impegni, auspico una sua breve telefonata. Mi scuso pubblicamente per come mi sono comportato ieri mattina con Roberto. Tutte queste persone conoscono la storia e se alle mie semplici domande risponderanno come credo, anzi ne sono certo… dopo dieci minuti… saremo tutti sereni, rilassati… e in trepidante attesa. Chiedo cortesemente a tutti di rimanere calmi e tranquilli fino a lunedì”. Non resta che attendere.

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