Il partigiano e il professore

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Due persone diverse per età ed esperienze, ma accomunate dall’amore per i giovani e dal desiderio di un mondo più libero e aperto. Pinerolo piange Sergio Coalova, il partigiano, e Francesco Fratta, il professore. Coalova era nato il 1º agosto del 1923 e, ventenne, aveva scelto di prendere parte alla Resistenza. Catturato dai nazisti e deportato a Mauthausen, riuscì a sopravvivere ma, sconvolto dall’esperienza, a lungo non riuscì a parlarne. All’improvviso, però, si rese conto della necessità di testimoniare l’orrore. Descrisse quanto gli era accaduto in un libro e divenne un instancabile divulgatore dei principi di democrazia e libertà. Fratta aveva 64 anni ed era un ex insegnante al Liceo scientifico Curie: divenuto non vedente in seguito a una malattia, da anni lottava per garantire l’accessibilità alla cultura. «Non si batteva soltanto per i disabili visivi. Per lui non dovevano esserci forme d’arte precluse a priori a chicchessia», lo ricorda Lorenzo Montanaro dell’Uici (Unione italiana ciechi e ipovedenti).
di M. Bertello

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