Noi e il nuovo Governo gialloverde

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Mentre Le Valli esce in edicola il nuovo governo guidato da Giuseppe Conte sta ottenendo la fiducia dal Parlamento (M5s più Lega) mettendo la parola fine ad una crisi durata più di tre mesi. Nelle ultime elezioni del 4 marzo scorso sono stati eletti due politici pinerolesi, Gualtiero Caffaratto, eletto alla Camera dei Deputati nelle liste della Lega, e Lucio Malan, al Senato della Repubblica per Forza Italia. Abbiamo raccolto le loro reazioni a caldo sul discorso di insediamento del neo Presidente del Consiglio.
Per Caffaratto «finalmente si comincia a lavorare sul serio. Finora il Parlamento era bloccato in attesa che si definisse la squadra di governo. Anche le commissioni parlamentari hanno dovuto lavorare al rallentatore. Sono molto soddisfatto del nuovo governo, frutto di un lavoro faticoso tra due forze politiche con visioni diverse per arrivare a stilare un programma comune. Vedo tanta buona volontà da parte dei ministri. Probabilmente sbaglieremo qualcosa, ma soltanto chi non fa niente non sbaglia mai. Noi andremo avanti con la schiena dritta e senza scheletri nell’armadio, lavorando sodo per dare una speranza all’Italia e agli italiani».
Di segno opposto il giudizio di Malan: «È stato un discorso divertente: ha promesso tutto a tutti, senza dirci però dove intende recuperare i fondi necessari a rendere realtà il libro dei sogni che chiamano contratto di governo. Ha cercato di non scontentare nessuno: se sei un giovane disoccupato, ti si promette il reddito di cittadinanza. Se sei un imprenditore ti si promette di abbassarti le tasse. E via così. Ma la preoccupazione maggiore riguarda la Giustizia: nella loro visione il cittadino passa da essere presunto innocente a presunto colpevole. E tutta questa voglia di manette si intuisce dall’idea, messa nel contratto che hanno sottoscritto, di prevedere la figura dell’agente provocatore. Cioè un funzionario dello Stato che ti avvicina con lo scopo di indurti a commettere un reato. Un abominio. Vogliono trasformare lo Stato in un Dio senza misericordia».

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