Rabbia e delusione: «Un’occasione persa»

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«È una decisione che non accetto». Valter Marin, sindaco di Sestriere e presidente della Fondazione 20 Marzo 2006, è durissimo: l’esclusione – di fatto – di Torino dalla candidatura per le Olimpiadi del 2026 non gli va giù.
La notizia è giunta nel pomeriggio di martedì 18, quando il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo sport, Giancarlo Giorgetti, in Senato, ha recitato il de profundis per la formula “a tre” (Milano, Cortina e Torino): «Non ha il sostegno del Governo ed è morta qui». Torino viene esclusa perché Lombardia e Veneto sono già pronte a schierarsi con il progetto a due “Milano-Cortina 2026”.
«Una manovra per escluderci», tuona il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino. Rabbia e delusione anche tra i primi cittadini dei Comuni del Pinerolese. «Mi ero abituata all’idea di essere “amministratrice italiana” dei Giochi del 2026 – afferma Monica Berton, sindaco di Pragelato -. Avremmo potuto valorizzare l’intero arco alpino».
«Mai entusiasta» della candidatura “a tre”, rivelatasi ora fallimentare, si dice invece Marco Cogno (Torre Pellice). «Immaginavo che sarebbe finita così, per quanto Torino avesse il dossier migliore. A rimetterci sono soprattutto le vallate».
Il sindaco di Pinerolo Luca Salvai difende la scelta del Governo e punta il dito contro il Coni: «Credo che la decisione del Governo di non sostenere una candidatura a tre sia condivisibile. Il Coni ha deciso di non decidere, gettando le basi per l’ennesimo sperpero di denaro pubblico. Torino 2026 poteva essere l’occasione di dimostrare al mondo come le Olimpiadi potessero essere fatte contenendo i costi: gli impianti ci sono, cosi come il know-how. Evidentemente al Coni ciò non interessa. Meno male che il Governo ha pensato di metterci una pietra tombale: chi vuole le ennesime Olimpiadi dello sperpero se le paghi».

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