Mauro Scanacapra, arbitro da 1.500 sfide

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ph Alessandro Perrone

La sfida di venerdì 25, al Cotta Morandini di Torre Pellice, tra ValpEagle e Milano Rossoblu è speciale per tanti motivi: torna il grande hockey (i lombardi sono due categorie sopra i torresi), ci si proietta nel modo migliore verso i play off, si tiene a battesimo la nuova maglia e si celebra – influenza permettendo – la millecinquecentesima partita di un protagonista particolare. Uno di quelli che raramente si applaudono, ma che sono indispensabili in ogni sport: l’arbitro pinerolese Mauro Scanacapra, 59 anni tra due mesi, di cui trenta passati in pista.
Scanacapra raggiunge questo traguardo tra hockey ghiaccio, sledge hockey e hockey in linea, considerando solo le sfide a livello senior. «Ho arbitrato a tutti i livelli, dalla A alla C. Tra le partite che ricordo con maggior piacere? Mi viene in mente quella di addio organizzata per Slava Bykov, campione russo vincitore dell’oro olimpico nel 1988 e nel 1992». Finì la carriera in Svizzera e in quella sfida affrontò un giovane Dino Grossi, oggi allenatore dei giovani Bulldogs. Scanacapra ha poi diretto la finale per il bronzo alle Paralimpiadi di Torino 2006 e tantissimi incontri di Serie A, «quando c’erano campioni provenienti dall’Nhl come Jaromir Jagr e Jari Kurri. Ma ricordo con piacere anche i luoghi dove sono stato: come Belgrado, nel 1996, subito dopo la fine della guerra, per la Balkan League», racconta.
Il segreto di un buon arbitraggio? «L’importante è arrivare preparato, fisicamente e tecnicamente. Sbaglierai lo stesso, ma almeno non ti dovrai sentire in colpa. Lo ripeto anche ai giovani arbitri». A questo proposito: un erede? «Simone Vignolo sta crescendo bene. Ha già arbitrato in Alps Hockey League e il prossimo anno potrebbe diventare internazionale». Da pinerolese a pinerolese: un bel passaggio di testimone.

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