Manifestazione e tentativi di ingresso in centro
Una manifestazione partita da piazza Castello e promossa dagli autonomi del centro sociale Askatasuna ha radunato a Torino diverse migliaia di persone sabato 24 ottobre. Dopo una fase iniziale con interventi, slogan e la presenza di studenti e di rappresentanti di altri gruppi, la testa del corteo ha cercato ripetutamente di dirigersi verso il centro cittadino, dando luogo a un confronto prolungato con le forze dell'ordine.
Pubblicato da Corriere Torino, la protesta è durata più di cinque ore tra tentativi di sfondamento e sbarramenti disposti dalle forze di polizia per impedire l'accesso alle vie dello shopping e al Quadrilatero Romano. Le forze dell'ordine hanno disposto cordoni per chiudere i varchi e sono intervenute con cariche di alleggerimento in più occasioni.
Bilancio dei controlli e interventi
La Questura, ai cui dati fa riferimento la cronaca, ha ricondotto ai controlli preliminari e alle verifiche sulla manifestazione il seguente bilancio: 1 arresto, 22 denunce, 27 persone accompagnate negli uffici di polizia (tra cui 8 minorenni e 4 cittadini stranieri) e 421 persone identificate. La manifestazione, organizzata contro il riarmo e le politiche economiche definite «carovita», è stata accompagnata anche da gesti simbolici e slogan contro il governo.
«Perché ci sono i soldi per il riarmo e guerra e non per i nostri bisogni, per le scuole, le università? Siamo stanchi di dover scegliere — spiega al megafono Ludovica, una dei portavoce —. Gli studenti di questa città ci hanno dimostrato che scendere in piazza è quello che ci tiene uniti insieme a lavoratori agricoltori. Guerra alla guerra, noi abbiamo la responsabilità di scendere in piazza contro chi ci vuole in guerra, contro il governo di Giorgia Meloni. Non siamo disposti a sacrificare le nostre vite per la loro guerra. Noi la guerra non la paghiamo.»
La manifestazione si è svolta in una cornice di forte presidio delle forze di polizia, presenti in forze con assetti di ordine pubblico, e ha visto momenti di forte tensione soprattutto in corrispondenza dei tentativi della testa del corteo di imboccare via Po e successivamente di penetrare nel Quadrilatero Romano. Le forze di polizia hanno provato a mediare indicando percorsi alternativi, tra cui viale Primo Maggio, ma i blocchi sono stati rifiutati da gruppi della testa del corteo.
Aree interessate e durata degli scontri
- Luoghi principali: piazza Castello, via Po, Quadrilatero Romano, zona Aurora;
- Tempi: oltre cinque ore di confronto tra manifestanti e forze dell'ordine;
- Modalità dell'intervento: blocchi, cariche di alleggerimento e sbarramenti della polizia, dei carabinieri e della Guardia di Finanza.
La cronaca locale segnala che, a differenza dei disordini della settimana precedente in altre città, non si sono registrati saccheggi generalizzati dei negozi del centro. Restano però le immagini e i disagi legati ai ripetuti tentativi di forzare i cordoni e alla lunga durata degli scontri che hanno interessato il pomeriggio cittadino.
Il racconto della giornata, con i dati citati, è stato raccolto da Corriere Torino, che ha seguito la manifestazione e le fasi di confronto con le forze dell'ordine.