Provvedimento cautelare e richiesta di sorveglianza speciale
La procura di Torino ha chiesto e ottenuto l’aggravamento della misura cautelare nei confronti di una donna ritenuta una delle presunte leader dell’ex centro sociale Askatasuna, coinvolta negli scontri avvenuti il 17 ottobre scorso durante la manifestazione contro il caro vita. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari; l’interessata era già sottoposta all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per altri episodi collegati a mobilitazioni dell’autunno 2025.
Secondo quanto comunicato dalla questura di Torino, il provvedimento è stato motivato dalla partecipazione attiva della donna alle manifestazioni che hanno visto episodi di violenza, fra i quali il lancio di oggetti contro le forze dell’ordine e l’assalto alla libreria Feltrinelli. Nell’ordinanza vengono richiamate anche precedenti irruzioni avvenute nel novembre 2025, nella sede della Città metropolitana e in una redazione giornalistica.
- Data degli scontri: 17 ottobre 2026, nelle vicinanze della stazione Porta Nuova a Torino;
- Misura cautelare: arresti domiciliari, disposta dal gip su richiesta della procura;
- Misura aggiuntiva richiesta: la procura ha chiesto la sorveglianza speciale anche per la donna e per un altro esponente ritenuto referente del gruppo.
La sorveglianza speciale, se accordata, comporterebbe limitazioni alla libertà di movimento e misure accessorie come la revoca della patente e del passaporto, secondo quanto riferito dalla Questura. Per la donna coinvolta, la decisione del giudice ha comportato l’immediata esclusione dalla partecipazione alla manifestazione in calendario per il pomeriggio successivo alla notifica del provvedimento.
La Questura ha inoltre segnalato che, a differenza di altri attivisti, la donna partecipava alle manifestazioni a volto scoperto e spesso si rendeva visibile scandendo slogan ad alta voce. Per altri soggetti coinvolti nei fatti del 15-19 ottobre la Questura ha adottato misure di prevenzione quali Daspo urbani e avvisi orali, come parte di un'attività di ordine pubblico finalizzata a prevenire nuovi episodi di violenza durante le mobilitazioni.
Sul piano giudiziario, l’aggravamento della misura si inserisce nelle indagini in corso coordinate dalla procura torinese: gli atti relativi alla richiesta sono stati esaminati dal gip che ne ha condiviso la necessità cautelare alla luce del quadro probatorio e delle condizioni ritenute idonee a giustificare l’aggravamento.
Le indagini proseguono per chiarire i ruoli e le condotte degli altri partecipanti agli scontri, nei confronti dei quali la Questura ha già avviato provvedimenti amministrativi e segnalazioni all’autorità giudiziaria.