Un titolo raro nel cartellone torinese
Il Teatro Regio di Torino inserisce per la prima volta nella propria stagione La bohème di Ruggero Leoncavallo: la produzione è programmata dal 27 ottobre al 22 novembre nell'ambito del Festival Verismo, che mette a confronto opere di Pietro Mascagni e di Leoncavallo.
Il progetto artistico del Regio prevede una tetralogia verista articolata in ventidue recite distribuite su cinque settimane. Il cartellone accosta i titoli Cavalleria rusticana e Iris di Mascagni a Pagliacci e alla Bohème di Leoncavallo, proponendo così una rilettura della drammaturgia italiana di fine Ottocento e degli sviluppi del melodramma.
Equipe artistica e impostazione drammaturgica
Sul podio dell'Orchestra e del Coro del Regio, diretti da Gea Garatti Ansini, sale Andrea Battistoni, direttore musicale del teatro. La regia è affidata a Francesco Micheli, al suo debutto al Regio; scene, costumi e luci sono rispettivamente di Davide Signorini, Giada Masi e Gianni Bertoli.
«I bohémiens sono un vero e proprio Friends ante litteram»
La lettura registica assume un taglio corale: la partitura di Leoncavallo mette in primo piano la comunità dei giovani artisti, le relazioni tra i personaggi e la loro condizione esistenziale, dalla spensieratezza iniziale all'accentuata perdita di speranza che segna gli sviluppi drammatici. Nella ricostruzione dello spettacolo il Café Momus e la soffitta assumono un ruolo simbolico per scandire il passaggio delle stagioni della vita e dei sentimenti.
Musica, storia e iniziative collaterali
Secondo la produzione, la partitura mette in luce aspetti meno noti del compositore, definito nella presentazione come autore capace di alternare elementi di eleganza settecentesca a un linguaggio cromatico più moderno. La scelta della Bohème leonacavalliana rappresenta una delle voci centrali del Festival Verismo e offre al pubblico torinese l'occasione di confrontarsi con una versione alternativa del noto soggetto letterario, diversa dalla più celebre revisione di Puccini.
In occasione della produzione, il Foyer del Toro ospita inoltre una mostra che raccoglie documenti, bozzetti e figurini originali della prima veneziana del 1897, insieme a oggetti appartenuti al compositore; il materiale è prestato dal Museo Leoncavallo di Montalto Uffugo.
- Date in scena: dal 27 ottobre al 22 novembre 2026
- Direttore d'orchestra: Andrea Battistoni
- Regia: Francesco Micheli; scenografia: Davide Signorini; costumi: Giada Masi; luci: Gianni Bertoli
- Iniziativa collaterale: mostra di documenti e figurini al Foyer del Toro
La programmazione si inserisce nel Festival Verismo del Teatro Regio, pensato come una tetralogia che esplora il repertorio verista attraverso alcuni tra i titoli più emblematici di Mascagni e Leoncavallo, offrendo al pubblico un confronto diretto tra differenti sensibilità compositive e visioni registiche.