Sentenze e patteggiamenti dopo il processo per abusi nella comunità che accoglie persone con disabilità
Si è concluso il 23 ottobre 2026 il processo di primo grado a carico di otto lavoratori impiegati nella Comunità Mauriziana di Luserna San Giovanni, struttura che ospita persone con disabilità. Il procedimento, celebrato con rito abbreviato e a porte chiuse, è stato coordinato dalla sostituta procuratrice Rossella Salvati e il giudice titolare è la dottoressa Giulia Caveglia.
Il dispositivo ha portato a un bilancio di condanne, due patteggiamenti e un'assoluzione:
- Cinque condanne, con pene che vanno da un anno e cinque mesi a due anni e quattro mesi di reclusione;
- Due patteggiamenti: il più elevato ha comportato una pena di due anni e otto mesi (riguardante un operatore socio‑sanitario anche accusato di violenza sessuale); l'altro patteggiamento è stato di un anno e cinque mesi;
- Un'assoluzione, con la formula «per non aver commesso il fatto».
Per una delle persone offese, indicata come unica parte civile nel processo, è stata disposta una provvisionale di 10.000 euro: si tratta dell'utente che avrebbe subito la violenza sessuale ed è assistito dall'avvocato Antonio Vallone. Le altre persone coinvolte come presunte vittime non si erano costituite parte civile, secondo quanto emerso in udienza.
Le accuse e l'origine dell'inchiesta
La procura ha contestato a vario titolo i reati di maltrattamenti e violenza sessuale. L'inchiesta nasce dalle denunce e dalle verifiche svolte dagli investigatori, che hanno documentato episodi «ripetuti» e non isolati, in particolare dall'inizio del 2024. Alcuni comportamenti contestati comprendono insulti, strattoni, schiaffi, percosse e toccamenti nelle parti intime, secondo gli atti dell'accusa.
Le indagini si sono avvalse anche di registrazioni video realizzate dagli inquirenti nella fase iniziale dell'attività istruttoria. L'iter investigativo era cominciato a seguito della segnalazione di un magazziniere della struttura; prima di rivolgersi alla magistratura, la persona che aveva denunciato gli episodi si era confrontata con i vertici della Comunità Mauriziana, i quali avevano adottato nei suoi confronti una sanzione disciplinare.
Procedure e difese
Il processo si è svolto con rito abbreviato, che in Italia determina lo svolgimento dell'istruttoria e la pronuncia sulla base degli atti raccolti, con l'applicazione di uno sconto di pena rispetto al giudizio ordinario. Gli imputati sono stati difesi, tra gli altri, dagli avvocati citati negli atti: Sabrina Militello, Paolo Micheletta e Luca Paparozzi.
Al termine del dibattimento abbreviato il giudice ha emesso le sentenze di condanna e le statuizioni patrimoniali indicate, e ha pronunciato l'assoluzione per uno degli imputati con la formula affermata nelle motivazioni. Non risultano al momento ulteriori disposizioni pubbliche relative ad eventuali impugnazioni o ad altri provvedimenti cautelari.
La vicenda aveva suscitato attenzione nella comunità locale per la natura delle accuse e per le persone coinvolte, ospiti fragili della struttura. L'esito del processo di primo grado, con le punizioni inflitte e la provvisionale in favore della vittima di violenza sessuale, rappresenta la decisione giudiziaria a seguito dell'istruttoria coordinata dalla procura.