Una mostra che si apre con una porta: il pubblico scopre le opere entrando nel frigorifero
Torino ospita D’ENTRO, un progetto artistico e concettuale che ripensa il rapporto tra oggetto domestico, design e spazio espositivo. L’iniziativa, presentata in occasione di Artissima, è stata portata in città dal marchio di elettrodomestici Gaggenau e affidata al fotografo tedesco Ingar Krauss. L’allestimento è allestito negli spazi di DesignElementi Studio, in via Goito 16.
Il nucleo dell’intervento è la trasformazione del frigorifero in un luogo di fruizione: le opere sono custodite all’interno dell’elettrodomestico e il visitatore accede al contenuto aprendone la porta. Il concept pone dunque in primo piano il gesto dell’aprire come atto di scoperta e mette in relazione il linguaggio visivo dell’artista con un oggetto di uso quotidiano trasformato in dispositivo espositivo.
- Artista: Ingar Krauss
- Curatela: Sabino Maria Frassà
- Collaborazione: CRAMUM
- Produttore e partner tecnico: Gaggenau
- Luogo: DesignElementi Studio, via Goito 16, Torino
Il progetto, denominato D’ENTRO, è pensato come un appuntamento che proseguirà anche in altre sedi dopo la tappa torinese; per la presentazione in città è stato scelto lo spazio di DesignElementi Studio come primo luogo di dialogo tra arte e prodotto d’alta gamma.
La mostra intende esplorare le possibilità espositive derivanti dalla riduzione dello spazio espositivo convenzionale e dalla concentrazione dell’attenzione su un oggetto domestico riletto come dispositivo scenico. Il pubblico è chiamato a compiere un gesto fisico — aprire una porta — per instaurare il contatto con le opere custodite al suo interno, un meccanismo che enfatizza la dimensione tattile e privata della fruizione artistica.
| Voce | Informazione |
|---|---|
| Nome progetto | D’ENTRO |
| Artista | Ingar Krauss |
| Curatore | Sabino Maria Frassà |
| Partner | Gaggenau, CRAMUM |
| Sede | DesignElementi Studio, via Goito 16, Torino |
La presentazione di D’ENTRO a Torino inserisce l’evento in un contesto più ampio di dialogo tra arte contemporanea e design. L’idea di utilizzare un elettrodomestico come «contenitore» di opere amplia le possibilità espositive e solleva domande sul luogo della mostra, sul rapporto pubblico‑privato e sulla fruizione dei lavori fotografici in contesti non convenzionali.