Il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino ospita fino al 27 giugno 2027 «Song Dong. Soul Out», la prima mostra personale in Italia dedicata all’artista cinese. L’esposizione, aperta dal 23 ottobre 2026, coinvolge gli ambienti di Palazzo Mazzonis con un percorso costruito in relazione diretta con il museo e con le sue collezioni permanenti.
Una mostra distribuita nelle sale del museo
Il progetto non concentra le opere in un’unica area, ma le distribuisce lungo il percorso del MAO, mettendole in dialogo con l’architettura storica dell’edificio. L’allestimento riunisce alcune delle installazioni più note di Song Dong, insieme a fotografie e video che documentano performance realizzate dagli anni Novanta a oggi. Nel complesso, la mostra ricostruisce oltre trent’anni di ricerca artistica.
Tra gli elementi che caratterizzano l’esposizione ci sono gli oltre 10.000 oggetti quotidiani accumulati dalla madre dell’artista, trasformati in una grande installazione dedicata alla memoria. Il progetto comprende inoltre centinaia di lampade prestate dai cittadini, inserite nel percorso espositivo come parte dell’opera.
- Titolo: «Song Dong. Soul Out»
- Sede: MAO Museo d’Arte Orientale, via San Domenico 11, Torino
- Date: dal 23 ottobre 2026 al 27 giugno 2027
Dalla memoria privata alla storia collettiva
Il rapporto tra esperienza personale e trasformazioni della società è uno dei fili conduttori della mostra. Song Dong prende spesso avvio dalla propria famiglia e dagli oggetti della vita quotidiana per affrontare temi più ampi: il trascorrere del tempo, la memoria, i cambiamenti sociali e la trasformazione della Cina contemporanea.
La dimensione domestica diventa così il punto di partenza per una riflessione che supera la vicenda individuale. Gli oggetti conservati dalla madre non sono presentati soltanto come una raccolta personale, ma entrano in un’opera che collega ricordi, relazioni familiari e mutamenti storici.
Installazioni, fotografie e video
Il percorso comprende opere realizzate con materiali e linguaggi diversi, dalle installazioni alle immagini fotografiche, fino ai video delle performance. La varietà dei mezzi utilizzati accompagna una ricerca che attraversa più di tre decenni e che mette in relazione la memoria privata con la storia collettiva.
La riflessione dell’artista si lega anche al pensiero di Laozi e Zhuangzi. Song Dong rielabora concetti associati alla fluidità dell’esistenza e alla non-azione, intrecciandoli con i linguaggi dell’arte contemporanea internazionale. La mostra al MAO presenta questo lavoro all’interno delle sale di Palazzo Mazzonis, accostandolo alle collezioni permanenti del museo.
«Song Dong. Soul Out» è curata da Davide Quadrio e Li Zhenhua, con la collaborazione di Francesca Filisetti e Rebecca Ricci e la consulenza curatoriale e scientifica di Manuela Lietti.