La Città della Salute e della Scienza di Torino inserisce la vaccinazione nel percorso di presa in carico dei pazienti. L’azienda ospedaliero-universitaria ha previsto un ambulatorio dedicato alle persone più fragili e un’attività di counseling vaccinale nei reparti, affiancando così l’offerta già presente negli studi dei medici di famiglia, negli ambulatori pediatrici, nelle farmacie e nei Centri vaccinali delle Asl.
Un ambulatorio per i pazienti più fragili
Il percorso è rivolto innanzitutto ai pazienti che presentano condizioni di maggiore vulnerabilità e che vengono seguiti all’interno dell’ospedale. L’obiettivo è collocare la protezione vaccinale all’interno dell’assistenza ordinaria: chi ne ha la necessità può ricevere la vaccinazione in ambito ospedaliero, mentre agli altri pazienti viene fornita un’indicazione dallo specialista che li segue.
La scelta arriva con l’avvio della stagione dei virus respiratori, che può creare problemi anche seri soprattutto alle persone fragili. In questo quadro, la prevenzione viene collegata non soltanto agli screening e alla diagnosi precoce, ma anche alla protezione immunitaria. La Città della Salute, il più grande ospedale del Piemonte e d’Italia, conta oltre 10.000 dipendenti e tratta ogni anno centinaia di migliaia di pazienti.
- un ambulatorio dedicato ai pazienti più fragili;
- counseling vaccinale all’interno dei reparti;
- il coinvolgimento degli specialisti nel percorso di presa in carico.
Il ruolo degli specialisti
Molte persone con patologie croniche incontrano con frequenza gli specialisti ospedalieri. Per questo il loro intervento può diventare parte del percorso di informazione e orientamento sulla vaccinazione, insieme alle attività già svolte dai servizi territoriali. Il Piano nazionale di prevenzione vaccinale chiede infatti il coinvolgimento dei professionisti sanitari, mentre il Piano sociosanitario regionale del Piemonte indica obiettivi specifici per le aziende sanitarie sulla vaccinazione delle persone fragili e con malattie croniche.
Il dato regionale sulla vaccinazione antinfluenzale degli over 65 evidenzia il quadro in cui si colloca l’iniziativa: nella stagione precedente ha aderito il 51 per cento degli anziani, a fronte di un obiettivo minimo del 75 per cento. La Città della Salute porta quindi il tema della prevenzione anche nel luogo in cui i pazienti vengono visitati e curati, affidando agli specialisti un ruolo di collegamento tra assistenza ospedaliera e protezione vaccinale.
Il modello riguarda in particolare i pazienti fragili e cronici, senza sostituire i canali territoriali già attivi. L’intervento ospedaliero si aggiunge a quelli dei medici di medicina generale, dei pediatri, delle farmacie e dei Centri vaccinali delle Asl.