Oltre 16.000 persone non autosufficienti attendono in Piemonte la quota sanitaria necessaria per accedere a un posto in RSA, mentre altre 14.000 sono in lista per interventi di assistenza domiciliare. I dati sono stati presentati il 27 ottobre in Consiglio regionale dalla Fondazione Promozione Sociale, durante un'audizione condotta dal presidente dell'Assemblea, Davide Nicco, con la partecipazione di numerosi consiglieri.
La situazione delle famiglie
Secondo il quadro illustrato a Palazzo Lascaris, la somma delle due liste coinvolge circa 30.000 famiglie piemontesi. La Fondazione ha descritto una situazione nella quale i familiari sono spesso chiamati a sostenere direttamente l'assistenza dei congiunti, utilizzando redditi e risparmi per coprire bisogni che riguardano persone con malattie croniche e non autosufficienti.
A rappresentare la Fondazione e il Comitato per la Promozione dei diritti delle persone non autosufficienti è stata Maria Grazia Breda. Nel corso dell'audizione ha richiamato il quadro previsto dalla normativa nazionale per le cure residenziali e domiciliari.
«Le cure in RSA e a domicilio, in base alla legge nazionale, devono essere garantite dal Servizio sanitario. La disponibilità dei familiari può integrarle ma non dovrebbe sostituirle come spesso accade oggi, con un conseguente consumo di redditi e risparmi che sta mettendo in crisi anche il ceto medio».
Le richieste alla Regione
Le associazioni hanno chiesto al Consiglio regionale di esercitare un'azione di sensibilizzazione nei confronti della Giunta e, in particolare, dell'assessorato alla Sanità. La proposta principale prevede un aumento progressivo delle risorse regionali destinate alle quote sanitarie, fino a raggiungere 50 milioni di euro all'anno.
Tra gli interventi indicati durante l'incontro figurano inoltre la piena attuazione della legge sui caregiver e una riforma delle liste delle Unità di valutazione geriatriche (UVG). Le UVG intervengono nella valutazione delle condizioni delle persone anziane e non autosufficienti ai fini dell'accesso ai percorsi assistenziali.
- 16.000 persone attendono la quota sanitaria per l'ingresso in RSA;
- oltre 14.000 attendono interventi di assistenza domiciliare;
- la richiesta avanzata alla Regione arriva fino a 50 milioni di euro l'anno per le quote sanitarie.
L'audizione ha riportato quindi al centro del confronto regionale il rapporto tra assistenza residenziale, cure a domicilio e sostegno alle famiglie. Le richieste sono state rivolte alla Giunta piemontese nell'ambito della discussione sulle politiche per le persone non autosufficienti.