Un’intesa di durata triennale coordinerà le attività della Garante regionale del Piemonte delle persone detenute e della procura generale presso la Corte d’appello di Torino. Il protocollo è stato firmato martedì 27 ottobre da Monica Formaiano e dalla procuratrice generale Lucia Musti, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione istituzionale sulla tutela delle persone private o limitate della libertà personale.
Monitoraggio degli istituti
L’accordo prevede un’attività condivisa di osservazione delle condizioni di detenzione negli istituti penitenziari piemontesi. Tra gli strumenti indicati figurano lo scambio di informazioni e la possibilità di svolgere visite congiunte nei luoghi di privazione della libertà. Le iniziative dovranno essere realizzate nel rispetto delle competenze e delle autonomie proprie dei due soggetti istituzionali.
Il protocollo contempla inoltre incontri periodici, ai quali potranno partecipare anche l’amministrazione penitenziaria e gli uffici di sorveglianza. La collaborazione è quindi estesa agli organismi che operano nella gestione degli istituti e nelle attività di controllo e tutela connesse all’esecuzione della pena.
- monitoraggio delle condizioni negli istituti penitenziari piemontesi;
- scambio di informazioni e visite congiunte;
- iniziative per favorire il reinserimento sociale delle persone detenute.
Reinserimento e territorio
Una parte dell’intesa riguarda i percorsi successivi alla detenzione. Garante e procura generale potranno promuovere iniziative rivolte al reinserimento sociale, coinvolgendo gli enti territoriali e il Terzo settore. Il protocollo indica così una collaborazione che non si limita all’osservazione delle condizioni interne agli istituti, ma comprende anche la ricerca di interventi condivisi con i soggetti presenti sul territorio.
«Un accordo importante per garantire una collaborazione stabile tra istituzioni nel rispetto delle rispettive competenze e finalizzato a una più efficace attenzione ai problemi del sistema penitenziario e alla promozione di condizioni detentive rispettose della legalità, della dignità e della tutela dei diritti delle persone private della libertà personale».
La dichiarazione è della Garante regionale Monica Formaiano, che ha collegato la sottoscrizione alla necessità di individuare possibili percorsi e soluzioni comuni per il sistema penitenziario. Il protocollo impegna le due istituzioni a realizzare azioni di collaborazione a tutela delle persone soggette a privazione o limitazione della libertà personale.
La durata fissata in tre anni fornisce il periodo entro il quale potranno essere organizzati gli incontri, le visite e le iniziative previste dall’intesa. Le attività potranno svilupparsi con il coinvolgimento dell’amministrazione penitenziaria, degli uffici di sorveglianza, degli enti territoriali e delle realtà del Terzo settore.