La legge contro il caporalato compie dieci anni, ma il bilancio indicato da Coldiretti Piemonte è accompagnato dalla contestazione della scelta europea di eliminare la condizionalità sociale dalla nuova Politica agricola comune. Secondo l’organizzazione, la modifica separa l’accesso ai fondi agricoli dal rispetto delle norme sulle condizioni di lavoro e di impiego, comprese quelle relative alla salute e alla sicurezza dei lavoratori agricoli.
Il nodo dei fondi agricoli
La posizione è stata espressa da Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e da Bruno Rivarossa, delegato confederale. I due rappresentanti sostengono che il collegamento tra contributi della Pac e rispetto delle regole sul lavoro avrebbe dovuto rimanere uno strumento di prevenzione e tutela nelle filiere agricole. La rimozione del vincolo viene invece definita da Coldiretti un arretramento rispetto agli obiettivi di contrasto allo sfruttamento.
«Per portare avanti quanto previsto dalla legge è necessario continuare a rafforzare l’azione di prevenzione, controllo e contrasto a tutte le forme di lavoro irregolare e di sfruttamento, colpendo senza esitazione chi opera fuori dalla legalità».
La dichiarazione attribuita a Brizzolari e Rivarossa richiama l’applicazione della legge sul caporalato e la necessità di mantenere attivi gli strumenti di controllo. Coldiretti Piemonte chiede inoltre che le verifiche non si concentrino soltanto sulle aziende agricole, ma seguano il prodotto lungo tutti i passaggi della filiera.
Controlli estesi alla filiera
Nel quadro indicato dall’organizzazione rientrano anche i rapporti con la grande distribuzione. Coldiretti parla di forme di pressione economica e di speculazione che, nella propria valutazione, possono tradursi in un «caporalato col colletto bianco». La richiesta è quindi di estendere l’azione di controllo oltre il perimetro delle singole imprese agricole, intervenendo sui diversi soggetti coinvolti nella produzione e nella commercializzazione.
- La legge italiana contro il caporalato raggiunge il decimo anniversario.
- La nuova Pac, secondo Coldiretti Piemonte, non lega più i finanziamenti agricoli al rispetto delle condizioni di lavoro.
- La mobilitazione europea annunciata è in programma a Bruxelles il 3 novembre.
Coldiretti Piemonte ha ricordato di avere sostenuto il mantenimento della condizionalità sociale anche nel confronto europeo con il Copa, l’organizzazione che rappresenta le associazioni agricole. Brizzolari e Rivarossa hanno affermato che Coldiretti è stata l’unica organizzazione agricola datoriale europea a difendere questa impostazione contro il Copa guidato da Giansanti.
La mobilitazione a Bruxelles
Il prossimo passaggio annunciato è la partecipazione, il 3 novembre, a Bruxelles a una mobilitazione promossa dall’Effat, l’organizzazione europea dei lavoratori agricoli alla quale partecipano Cgil, Cisl e Uil. L’iniziativa si colloca nel confronto sulla tutela del lavoro agricolo e sul rapporto tra sostegni pubblici, legalità e condizioni di impiego. Per Coldiretti Piemonte, il contrasto al lavoro irregolare deve procedere insieme alla responsabilità degli operatori dell’intera filiera.