Ambiente e territorio

Lupo, il Piemonte prepara il primo piano regionale di gestione

Il tavolo di coordinamento riunisce tecnici, carabinieri Forestali, Ispra, Università di Torino e Centro grandi carnivori. La bozza è attesa entro fine gennaio.

Lupo, il Piemonte prepara il primo piano regionale di gestione
©Illustrazione IA Federico Bouchard / Le Valli

Il Piemonte prepara un piano regionale di gestione del lupo. L’obiettivo è definire un quadro comune per gli interventi sulla specie e per la riduzione dei conflitti con la presenza umana e le attività sul territorio. Le stime più recenti indicano in circa 464 individui la presenza del lupo nella regione.

Nei giorni scorsi si è riunito il tavolo di coordinamento regionale incaricato di lavorare al documento. Al confronto partecipano il personale tecnico delle province piemontesi, della Città Metropolitana di Torino, i carabinieri Forestali, l’Ispra e il Centro grandi carnivori della Regione. Il gruppo si avvale inoltre del supporto scientifico dell’Università di Torino.

Le regole per gli interventi

Il piano dovrà stabilire le regole generali per affrontare la presenza del predatore e indicare le azioni che il Piemonte potrà mettere in campo nell’ambito delle proprie competenze. A illustrare il percorso è stato l’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni, secondo cui il documento servirà a ridurre i conflitti senza dover chiedere ogni volta un parere preventivo all’Ispra per le iniziative già previste dal quadro regionale.

«Con il piano regionale di gestione della specie lupo il Piemonte disporrà fra pochi mesi di uno strumento fondamentale che fisserà le regole generali di intervento».

Bongioanni ha aggiunto che l’Ispra ha valutato positivamente l’iniziativa, descritta come la prima esperienza regionale di questo tipo in Italia. Il lavoro riguarda quindi sia la definizione delle procedure sia il coordinamento tra gli enti e i soggetti tecnici che operano sul territorio piemontese.

Il calendario annunciato

Il cronoprogramma prevede una prima scadenza per la fine di gennaio, quando dovrebbe essere pronta la bozza del piano. Il testo sarà poi reso pubblico per consentire la raccolta delle osservazioni. Le proposte ricevute saranno esaminate dal tavolo di coordinamento e, dove ritenuto necessario, integrate nella versione successiva.

  • Fine gennaio: preparazione prevista della bozza.
  • Fase successiva: pubblicazione e raccolta delle osservazioni.
  • Conclusione dell’iter: adozione da parte della giunta regionale e invio al Consiglio regionale.

Una volta completato il confronto e predisposta la versione definitiva, il piano dovrà essere adottato dalla giunta regionale. L’iter proseguirà quindi in Consiglio regionale, chiamato all’approvazione finale. Il documento avrà così il compito di fornire un riferimento unitario per la gestione della specie in Piemonte, comprese le aree montane e quelle interessate dalle attività umane.

Federico Bouchard
Federico IA Redattore Ambiente e territorio online

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