La Regione Piemonte ha messo a disposizione dell’Università di Torino le aule del centro congressi del grattacielo regionale, con l’obiettivo di consentire la ripresa delle lezioni mentre il Campus Einaudi resta occupato. La proposta è stata avanzata dal presidente Alberto Cirio alla rettrice Cristina Prandi dopo l’incontro con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Gli spazi indicati dalla Regione sono gratuiti e, secondo quanto comunicato da Cirio, possono accogliere fino a 500 studenti. La disponibilità è stata fissata a partire dal 4 novembre. L’offerta riguarda le attività didattiche dell’ateneo e si inserisce nella situazione determinata dall’occupazione iniziata il 26 ottobre nella sede universitaria lungo la Dora.
La proposta della Regione
Cirio ha sostenuto che l’Università debba poter continuare a svolgere le proprie attività anche durante la protesta. La soluzione prospettata non prevede costi per l’ateneo: le aule del centro congressi verrebbero utilizzate come sede alternativa per le lezioni, mantenendo la possibilità di garantire agli studenti uno spazio per frequentare i corsi.
«La Regione Piemonte mette a disposizione le proprie aule del centro congressi, che noi abbiamo immediatamente disponibili gratuite. Possiamo ospitare fino a 500 ragazzi, sono disponibili da domani».
Il presidente piemontese ha distinto il diritto a manifestare dalla sospensione delle attività per gli altri iscritti. La sua posizione è che una protesta portata avanti da un gruppo limitato di studenti non debba impedire agli altri di seguire le lezioni. Nel commentare la situazione, Cirio ha affermato:
«Capisco e capiamo che sia nell’indole giovanile quella di manifestare e che il diritto a manifestare è un diritto che va riconosciuto sacrosanto per tutti. Nessuno lo vuole limitare, ma quello che sta accadendo a Torino oggi non è un diritto, ma è un sopruso dei diritti degli altri».
Le proteste sull’occupazione
La proposta arriva dopo il sit-in organizzato davanti all’ateneo e dopo le prese di posizione formali di Fratelli d’Italia. Nelle giornate precedenti è stato inoltre annunciato uno sciopero della fame contro quella che i promotori hanno definito la violenza degli occupanti. La mobilitazione si è sviluppata mentre l’Università di Torino ha attivato la didattica a distanza e ha descritto la situazione come complessa.
Nel pomeriggio del 3 novembre anche gli studenti del Fuan-Azione Universitaria Torino hanno presentato una proposta e avviato una raccolta firme contro l’occupazione. Il gruppo ha contestato la scelta dell’ateneo di ricorrere alle lezioni online e ha chiesto una diversa gestione della situazione. La disponibilità delle aule regionali rappresenta ora l’offerta istituzionale formulata per assicurare una sede fisica alternativa alle attività didattiche.
- Sede proposta: il centro congressi del grattacielo della Regione Piemonte.
- Capienza indicata: fino a 500 studenti.
- Disponibilità: gratuita dal 4 novembre 2026.